Giorgio Armani: ricordo all’Opera.

Giorgio Armani è morto il 4 settembre 2025. Aveva novantuno anni, era nato a Piacenza l’11 luglio 1934. Quello di Giorgio Armani è un nome che tutti conoscono: un’icona del gran mondo della moda. Ha creato uno stile unico e riconoscibile tra mille. Ha vestito tutti: vip e non, l’alta società quanto la borghesia, i divi e le divine fuori e dentro il set cinematografico: Richard Gere in American Gigolò di Paul Schrader è il nome per tutti. Giorgio Armani non ha eluso nemmeno il mondo della musica: tra i nomi più celebri quello di Madonna e di Lady Gaga, con le quali ha stretto pure un forte legame di amicizia.

Giorgio Armani nel 1995

A pochi giorni prima della morte risale la notizia dell’acquisto della Capannina a Forte dei Marmi in Versilia, che per Giorgio Armani rappresentava «la sintesi di un’Italia capace di coniugare stile, musica e mondanità». Nel 2010 al Museo della Fondazione Roma in via del Corso fu allestita la mostra “Il Teatro alla Moda. Costume di scena”. Provenienti da varie collezioni teatrali, furono esposti cento costumi – insieme con bozzetti, figurini e rari video – realizzati da stilisti come Gianni Versace, Roberto Capucci, Emanuel Ungaro, Fendi, Missoni e anche Giorgio Armani, «per ripercorrere uno dei momenti più glamour del teatro internazionale moderno». 

Nella brochure di presentazione di “Il Teatro alla Moda. Costume di scena” questo è stato scritto: «Il primo impegno di Giorgio Armani come costumista teatrale risale al 1980. Per Janis Martin in Erwartung di Schönberg al Teatro alla Scala, disegna un abito-tunica bianco, segno luminoso in una scena buia e spoglia. Negli impegni teatrali successivi lo stilista lavora come puro creatore di moda, con adattamenti cromatici dei suoi abiti alle scene. Segni della sua produzione si trovano nell’Elektra di Richard Strauss per il Teatro alla Scala nel 1994, in Les Contes D’Hoffmann di Offenbach sempre per la Scala nel 1995, nel Rigoletto di Verdi alla Los Angeles Opera nel 2000 con la regia del cineasta Bruce Beresford e, soprattutto, nel Così fan tutte di Mozart, presentata il 18 gennaio 1995 alla Royal Opera House Covent Garden di Londra e il mese seguente a Roma.

Giorgio Armani: Bata de Cola

La produzione teatrale di Armani trova tuttavia il suo terreno d’elezione nella danza e nel musical com’è ben dimostrato dai costumi per Bernstein Dances di Neumeier, per Tosca Amore Disperato (2003) di Lucio Dalla, liberamente ispirata all’opera di Giacomo Puccini, e soprattutto dalla spettacolare “Bata de Cola” indossata da Joaquin Cortes in Joaquin Cortes Show (2002), mai esposta in Italia prima d’ora».

Al ricordo di quella mostra, se ne accendono altri due: di Elektra di Richard Strauss e di Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart.

Elektra alla Scala con la regia di Luca Ronconi e le scene di Gae Aulenti

Vidi l’opera di Strauss al Teatro alla Scala il 4 giugno 1994, sicuro di aver partecipato a uno spettacolo indimenticabile. La direzione era di Giuseppe Sinopoli, al suo debutto nell’opera lirica a Milano: analitica fino al disfacimento sonoro in una miriade di dettagli strumentali, di colori e di dissonanze. Vi gravava un senso di malessere e di inquietudine che la regia di Luca Ronconi, claustrofobica e opprimente, portava al parossismo. Anche per il contributo di Gae Aulenti, che aveva pensato a una scena unica e monumentale, fatta di «intonaci d’asfalto, lamiere pressate, piastrelle da lavatoio pubblico» che si trasformava a vista come in un montaggio cinematografico.

Locandina di Elektra di Richard Strauss del 4 giugno 1994

Impressionante l’arrivo di Oreste, il fratello di Elettra chiamato a “ristabilisce” la giustizia nella casa del padre Agamennone. Da «un muro cieco, una parete inaccessibile e quasi impenetrabile da cui si staglia una porticina bassa che pare una feritoia» entrava Oreste. Indossava un doppio petto blu, con sopra uno “spolverino” in tinta dalle morbide linee cascanti, stilizzatissimo e molto elegante. Un abito che la costumista Giovanna Buzzi aveva chiesto di ideare a Giorgio Armani, similmente a quello del precettore di Oreste, cosicché al suo apparire suscitasse stupore e meraviglia, come in una moderna riproposizione del teatro barocco. 

R.Strauss: Elektra – Ingresso di Oreste
R.Strauss: Elektra – Oreste (Alan Titus) ed Elettra (Gabriele Schnaut)

Un abito che portasse una ventata di aria “rigenerante” nell’opprimente scena di Gae Aulenti ed entrasse in immediato “conflitto” (e non soltanto estetico) con gli altri costumi, concepiti da Giovanna Buzzi come «grandi mantelli di piume, aderenti ai corpi come una seconda pelle», raffigurazioni di «grandi uccelli grifagni e malefici», monumentali anch’essi, dall’immediato senso di morte. E così fu.
Gli interpreti principali di Elektra di Richard Strauss al Teatro alla Scala furono: Gabriele Schnaut (Elektra), Hanna Schwarz (Klytaemnestra), Horst Hiestermann (Aegisth), Alan Titus (Orest) e Sabine Hass (Chrysothemis).

Giorgio Armani: Oreste
Giovanna Buzzi: Clitennestra
Giorgio Armani: Il precettore di Oreste

Otto mesi più tardi fu la volta di Mozart e di Così fan tutte al Teatro dell’Opera di Roma, il 21 febbraio 1995. La regia era di Jonathan Miller, di ambientazione dal sapore settecentesco. Tutto era bianco, elegante e raffinato, come le pareti nude e altissime con una porta di foggia rinascimentale che si apriva su un giardino; pochi ed essenziali anche gli arredi: una specchiera, un paio di sedie, un tavolino e un divano semicoperto da un telo.

W.A.Mozart: Così fan tutte – Regia e scene di Jonathan Miller

In questo ambiente così stilizzato e senza tempo si aggiravano i personaggi di Così fan tutte, vestiti da Giorgio Armani con abiti dalle fogge a lui sempre consuete: lineari e sobrie per i completi in blu di Don Alfonso e in bianco di Despina, morbide e fruscianti per le innamorate Fiordiligi e Dorabella e seducenti e anche molto à la page per Ferrando e Guglielmo quando si travestivano da albanesi. 

G. Armani: Don Alfonso (W. Shimmell) e Despina (D. Mazuccato)
G. Armani: Dorabella (D. Beronesi) e Guglielmo (P. Spagnoli)

Abiti moderni e non costumi che introducevano nella geometria dello spettacolo una nota di distinzione. Una notazione che sapeva di modernità, anzi di contemporaneità, se si doveva dar credito alla “allusione” di Ferrando e Guglielmo che partono per la guerra – una finta guerra inventata per ingannare le amanti – vestiti come i Caschi Blu dell’ONU, che proprio in quegli anni ’90 del secolo scorso agivano nella ex-Jugoslavia in guerra.
Una notazione che andava oltre il tempo e che mostrava il gioco di travestimenti di seduzioni e di inganni, intellettuale e illuminista, inventato da Mozart e Da Ponte per ciò che realmente era, ieri come lo mostrerebbe ancora oggi: un gioco astratto, ma cinico e crudele e senza lieto fine, nel quale una volta finito nulla poteva più essere come prima e le coppie rimanevano disgiunte per sempre.

Mozart/ Miller/Armani: Così fan tutte – Don Alfonso guarda Fiordiligi e Dorabella insieme con Ferrando e Guglielmo

Un gioco così pericoloso da produrre un terremoto, le cui rovine non bastava il saper accettare le debolezze umane con l’uso della ragione a nascondere. E che anzi balzavano evidenti con bella forza, ancora per il rigore affabulatorio ed estetico tanto del regista quanto del costumista: nella bella scena bianca – che lo stesso Jonathan Miller aveva estrosamente ideato – accanto agli arredi settecenteschi, facevano bella mostra di sé, quali simulacri di una probabile partenza per altri lidi, le assi di legno addossate alle pareti e i sacchi di iuta accatastati per terra, al cui intorno si aggiravano con immemore nonchalance Fiordiligi e Dorabella vestite dell’indiscussa esattezza di Giorgio Armani.

Giorgio Armani negli anni ‘90
Così fan tutte Programma di sala
Jonathan Miller negli anni ‘90

Il cast di Così fan tutte all’Opera di Roma era composto da Solveig Kringelborn (Fiordiligi), Debora Beronesi (Dorabella), Daniela Mazzucato (Despina), Pietro Spagnoli (Guglielmo), Don Bernardini (Ferrando) e William Shimmell (Don Alfonso). Il Maestro concertatore e direttore d’orchestra era Evelino Pidò.

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