Arena di Verona: la Stagione Lirica numero 100!

Il Festival Lirico dell’Arena di Verona fu ideato dal tenore Giovanni Zenatello e dall’impresario Ottone Rovato. La prima edizione, che iniziava il 10 agosto 1913, aveva un solo titolo in programma: Aida, scelto per commemorare Giuseppe Verdi nel centenario della nascita. Nel 2013 si festeggiava il primo secolo di vita del Festival. Nel 2023 invece, tenendo conto delle “interruzioni” per le guerre mondiali del Novecento e per la pandemia di Covid-19 del terzo millennio, si ricordano le cento stagioni che si sono succedute e che la Fondazione Arena di Verona intende celebrare con un nutrito e impegnativo (anche economicamente) cartellone. In meno di tre mesi, dal 16 giugno al 9 settembre, saranno presentati otto allestimenti operistici (di solito in una stagione ce ne sono cinque) quattro concerti e una serata dedicata alla danza

Arena di Verona
(foto Tabocchini Gironella)

Il 100° Arena Opera Festival 2023 comincerà con Aida di Giuseppe Verdi, l’opera-simbolo per Verona. Sarà in scena per tredici serate e in un nuovo allestimento firmato per la regia le scene e i costumi e anche per le luci e per la coreografia da Stefano Poda: elemento di spicco di un teatro “altro”, fondato su «l’arte totale» che fa «dialogare in una dimensione interdisciplinare e olistica design, architettura, scultura, pittura, musica, poesia e drammaturgia».
Ancora di Giuseppe Verdi andrà in scena Nabucco (quattro recite), riproposto in un allestimento del 1991, ormai un “classico” sontuoso e grandioso – in scena è presente una torre imponente “riecheggiante” quella di Babele – che aveva come regista Gianfranco de Bosio, storico sovrintendente dell’Arena alla fine degli anni ’60 e poi nella seconda metà degli anni ’90, scomparso lo scorso anno.

Fondazione Arena di Verona – Giuseppe Verdi: Nabucco (1991)
(foto Ennevi)

Nel nome di Georges Bizet, di Giacomo Puccini e ancora di Giuseppe Verdi torneranno tre spettacoli testimoni di un teatro di tradizione come si faceva una volta, che videro impegnato il famoso e acclamato regista Franco Zeffirelli, anche in veste di scenografo. Per cinque serate tornerà così Carmen del 1995, che rappresentò il debutto a Verona del regista fiorentino, per quattro volte Madama Butterly del 2004 e per ancora sei recite La traviata: l’ultima ideazione del 2019 che Franco Zeffirelli non riuscì a vedere rappresentata, perché morì pochi giorni prima dell’andata in scena.

Fondazione Arena di Verona – Giuseppe Verdi: La traviata (2019)
(foto Ennevi)

All’inizio del terzo millennio sul palcoscenico dell’Arena irruppe Hugo de Ana, con un “nuovo” modo di intendere il teatro d’opera: un tutto organico e originale che a un solo artista affidava la regia le scene e i costumi. Una “storicità” da ritrovare nella Tosca di Giacomo Puccini del 2006 (che ritornerà per quattro recite) e nel Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini del 2007 (per altre quattro sere).
C’è un ultimo allestimento che il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia in conferenza stampa ha annunciato come un «evento eccezionale nella storia recente del Festival»: Rigoletto di Giuseppe Verdi (4 recite), di cui soltanto a breve sarà svelato l’intero team creativo.

Fondazione Arena di Verona – Giacomo Puccini: Tosca (2006)
(foto Ennevi)

Nella prossima estate il sipario dell’Arena si alzerà dunque per quarantaquattro volte su otto opere liriche, scelte tra la più amate e le più rappresentate a Verona. Una silloge che accontenterà il pubblico “tradizionalista” (anche d’oltralpe) che più apprezza il melodramma classico italiano (la notorietà di Carmen si legò principalmente alla versione in lingua italiana ricordiamolo), ma che forse lascerà un po’ d’amaro in bocca a chi invece avrebbe gradito ritrovare nell’attuale cartellone titoli meno consueti, che tuttavia fecero la storia del teatro d’opera italiano. Il pensiero va a La Gioconda di Ponchielli, al Mefistofele di Boito, alla Norma di Bellini e alla Lucia di Lammermoor di Donizetti, tutti capolavori che sono stati dati con una certa frequenza nelle passate edizioni del Festival, e sempre con notevole successo.

Fondazione Arena di Verona – Georges Bizet: Carmen (1995)
(foto Ennevi)

Se è possibile riscontrare una certa “fissità” nella scelta dei titoli, ogni dubbio scompare di fronte alla «rutilante alternanza di cast che renderà ognuna delle serate del Festival 2023 una vera e propria prima, com’è nella migliore tradizione del più grande palco d’opera nel mondo», come hanno tenuto a sottolineare Cecilia Gasdia e il vicedirettore artistico Stefano Trespidi. I cantanti ingaggiati sono un centinaio e molte sono star internazionali, affiancate da bravi cantanti emergenti, che si spera diventino presto altrettanto famosi. Tra i soprani “di cartello” si scoprono i nomi di Gilda Fiume (impegnata in Carmen), di Asmik Grigorian (in Madama Butterfly), di Sonya Yoncheva (in Tosca), di Aleksandra Kurzak (in Madama Butterfly e anche in Tosca), di Anna Netrebko (in Aida e nella Traviata), di Anna Pirozzi (in Aida e in Nabucco), di Lisette Oroposa (pure nella Traviata), di Daniela Schillaci e Mariangela Sicilia (entrambe in Carmen), di Maria José Siri (come “triplice protagonista di Aida, Nabucco e Madama Butterfly) e di Nadine Sierra (in Rigoletto e ancora nella Traviata). Tra i tenori emergono Roberto Alagna (Madama Butterfly e Tosca), Piotr Beczała (Carmen e Rigoletto), Freddie De Tommaso (Carmen, Tosca e La traviata), Yusif Eyvazov (Aida e Rigoletto), Juan Diego Flórez (Rigoletto), Luciano Ganci (Aida), Vittorio Grigòlo (Carmen, Tosca e La traviata), Dmitri Korchak (Il barbiere di Siviglia), Gregory Kunde (Aida), Francesco Meli (La traviata), Piero Pretti (Madama Butterly), Antonino Siragusa (Il barbiere di Siviglia) e Angelo Villari (Aida e Madama Butterfly).

Fondazione Arena di Verona – Giacomo Puccini: Madama Butterly (2004)
(foto Ennevi)

Per i ruoli principali di mezzosoprano si avrà modi di apprezzare in alternanza come Rosina nel Barbiere di Siviglia Vasilisa Berzhanskaya e Marina Viotti, come Fenena nel Nabucco Josè Maria Lo Monaco e ancora Marina Viotti e come Amneris in Aida Ekaterina Semenchuk e Clémentine Margaine, quest’ultima sarà poi la sola a vestire i panni di Carmen, come Elena Zilio quale interprete della confidente Suzuki nella Madama Butterly. Tra le voci maschili meno acute notiamo i baritoni Nicola Alaimo (Il Barbiere di Siviglia), Roman Burdenko (Aida, Nabucco, Rigoletto e Tosca), Alessandro Corbelli (Il barbiere di Siviglia), Amartuvshin Enkhbat (Aida, Nabucco e Rigoletto), Alberto Gazale (Aida), Davide Luciano (Il barbiere di Siviglia), Luca Micheletti (Carmen), Simone Piazzola (Aida e La traviata), Artur Ruciński (La traviata), Luca Salsi (Rigoletto, Nabucco, Tosca e La traviata) e Ludovic Tézier (Aida, Rigoletto e La traviata) e tra i bassi notiamo anche Erwin Schrott in Carmen e Michele Pertusi che si alterna nel Barbiere di Siviglia con Carlo Lepore e in Aida con Christian Van Horn e anche con Rafał Siwek e Alexander Vinogradov, che a loro volta si danno il cambio in Nabucco.

Fondazione Arena di Verona – Gioachino Rossini: Il barbiere di Siviglia (2007)
(foto Ennevi)

Numerosi sono anche i direttori d’orchestra che saliranno sul podio. Per l’inaugurale Aida si alterneranno due nomi che in Arena sono una costante da anni: Marco Armiliato e Daniel Oren, quest’ultimo dirigerà anche Carmen e Madama Butterfly, mentre Marco Armiliato Rigoletto. Al giovane talentuoso Alessandro Bonato sarà affidato Il barbiere di Siviglia e al più che affermato Andrea Battistoni spetterà La traviata. Tosca vedrà impegnato Francesco Ivan Ciampa e Nabucco Alvise Casellati, al quale si altererà per una sola recita ancora Daniel Oren. La recita della Traviata del 9 settembre, che sarà anche lo spettacolo conclusivo di questa stagione “del centenario”, vedrà di nuovo Marco Armiliato come direttore e Anna Netrebko come protagonista.

In conclusione ricordiamo i tre concerti di canto. Il primo sarà Il 23 luglio 2023: un Gala in forma scenica di Juan Diego Flórez, tenore tra i più bravi e acclamati nel repertorio rossiniano e belcantistico, che adesso sembra volgere l’attenzione ai grandi ruoli del melodramma romantico. Il 6 agosto ci sarà il Gala dedicato a Placido Domingo, il celebre “ex-tenore” passato ormai da molte stagioni a ruoli da baritono. L’ultimo “concerto di canto” avrà luogo il 20 agosto e sarà del tenore Jonas Kaufmann, che interpreterà in forma scenica alcuni personaggi tra i più significativi del suo vasto repertorio.

Il 31 agosto 2023 suonerà per la prima volta sul palcoscenico dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal Maestro Riccardo Chailly. «Un evento unico – come ha detto Cecilia Gasdia – che unirà la storia dei due teatri nel nome della grande musica classica».
Il 19 luglio sarà reso il “doveroso” omaggio alla danza con il Gala Roberto Bolle & Friends, che debuttò all’Arena di Verona nel 2012 ma che regolarmente vi ritorna, per permettere agli appassionati di «ammirare le maggiori star del balletto internazionale».

La conferenza stampa di presentazione dei cast del 100° Arena Opera Festival 2023 si è tenuta venerdì 3 febbraio 2023 alle ore 12:00, presso la Sala conferenze Associazione della Stampa Estera in Italia a Roma in via dell’Umiltà 83/C.

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