Sono andate in scena in Veneto due opere di Antonio Vivaldi: a Venezia La Griselda e a Verona Orlando Furioso.
Con la presentazione della Griselda al Teatro Malibran di Venezia, prosegue il progetto di riscoperta delle opere liriche di Antonio Vivaldi avviato nel 2018 con l’allestimento dell’Orlando Furioso e continuato con quello di Dorilla in Tempe (2019), di Ottone in Villa (2020) e di Farnace (2021). Il progetto, volto a “rivelare” che il Prete Rosso non era soltanto un valente compositore di musica strumentale, deve la sua ideazione e realizzazione al direttore d’orchestra Diego Fasolis insieme con i Complessi Artistici del Teatro La Fenice di Venezia.

Fotografia Fondazione Teatro La Fenice
Concluse le cinque recite della Griselda (dal 29/4 all’8/5), ne sono iniziate quattro di Orlando Furioso al Teatro Filarmonico di Verona (dall’8 al 15/5). Una proposta quest’ultima della Fondazione Arena di Verona che vuole ricordare a quarantaquattro anni di distanza la prima rappresentazione in epoca moderna dell’allora sconosciuto Orlando Furioso. Era il 15 giugno 1978 e protagonista dell’opera era la grande Marilyn Horne e direttore Claudio Scimone alla guida dei Solisti Veneti. Un importantissimo evento culturale che vedeva impegnato anche Pier Luigi Pizzi per la regia le scene e i costumi, che accese i riflettori sul teatro operistico di Vivaldi e sul mondo musicale barocco e settecentesco in generale e diede l’avvio a quella che è stata considerata la “belcanto-renaissance” e di cui oggi cogliamo i frutti più maturi. Non ultimo il progetto veneziano di Fasolis con La Fenice.

Fotografia Fondazione Arena di Verona
La Griselda a Venezia e Orlando Furioso a Verona si sono rivelati spettacoli nel complesso di livello. Entrambe le direzioni d’orchestra, rispettivamente di Diego Fasolis e di Giulio Prandi, sono state variegate, analitiche, energiche ma anche leggere e spigliate, attente ai dettagli strumentali quanto al fraseggio dei cantanti, calibrato negli accenti e ricco nei colori e nelle sfumature. Le Orchestre del Teatro La Fenice di Venezia e della Fondazione Arena di Verona hanno suonato al meglio e sono state schierate nella loro configurazione moderna, ad eccezione dell’inserimento di qualche elemento da ensemble barocco come il cembalo, l’arciliuto o la chitarra.

Fotografia Fondazione Teatro La Fenice
Tra i cantanti sono da ricordare il folle Orlando di Teresa Iervolino e l’astuta Angelica di Francesca Aspromonte, come pure la leggiadra e spericolata (vocalmente parlando) principessa Costanza di Michela Antenucci e la patetica e malinconica madre sua Griselda di Ann Hallenberg, la quale a differenza delle colleghe mostra qualche usura nella perdita di un po’ di corpo e di colore nel centro-grave, mentre il settore acuto è sempre squillante e sonoro. Quattro artiste che sono da ricordare per la bella caratterizzazione dei personaggi che hanno offertato, per la correttezza dell’emissione, per la nettezza e la fluidità della vocalizzazione e per la stilizzazione del canto. Anche gli altri artisti nel complesso (senza dar troppo peso alle eventuali imperfezioni e difficoltà tecniche) hanno offerto prestazioni convincenti. Nella Griselda lo hanno fatto il tenore Jorge Navarro Colorado (Gualtiero), i controtenori Antonio Giovannini (Roberto) e Kangmin Justin Kim (Ottone) e il mezzosoprano Rosa Bove (Corrado), mentre nell’Orlando Furioso si sono spesi in una altrettanto buona riuscita i mezzosoprano Lucia Cirillo (Alcina), Laura Polverelli (Medoro) e Chiara Tirotta (Bradamante), il contralto Sonia Prima (Ruggero) e il basso-baritono Christian Senn (Astolfo).

Fotografia Fondazione Arena di Verona
Per un ulteriore approfondimento rimando alla mia cronaca per la rubrica d’informazione L’Ape Musicale, che andrà in onda su Radio Vaticana alle 22:00 di venerdì 20 maggio 2022, come pezzo di apertura del programma Lo Scrigno Musicale. Dal 21 maggio 2022 sarà disponibile il podcast.
Di seguito è riportato il link.
https://www.vaticannews.va/it/podcast/radio-vaticana-musica/lo-scrigno-musicale.html

Fotografia Fondazione Teatro La Fenice
La Griselda di Antonio Vivaldi andò in scena al Teatro San Samuele di Venezia nel maggio 1735. Il libretto era di Apostolo Zeno modificato per l’occasione da Carlo Goldoni. L’intento maggiore era dare una differente connotazione al personaggio di Griselda, che così rispetto all’originale appariva più risolutiva e combattiva e meno dolente e remissiva.
Protagonista fu il contralto Anna Girò, nome d’arte di Anna Maddalena Tessieri, nata a Mantova intorno al 1710. Cantante carismatica dotata di forte temperamento, di eccellente tecnica e di notevoli doti di attrice, incontrò Vivaldi nel 1726 debuttando nella Dorilla in Tempe. Fu la primadonna di quasi tutte le opere di Vivaldi, che continuò a diffondere e a mantenerne desto l’interesse anche dopo la morte del compositore. Fu la sua musa ispiratrice e, secondo il gossip dell’epoca, anche la “chiacchierata” compagna di vita.

Fotografia Fondazione Arena di Verona
Anna Girò fu pure la protagonista dell’Orlando Furioso di Antonio Vivaldi. Fu dato nell’autunno del 1727 al Teatro Sant’Angelo di Venezia e si presentò come il terzo rifacimento (ulteriormente rielaborato da un autore ignoto) di uno stesso libretto di Grazio Braccioli ispirato al poema di Ludovico Ariosto.
La parte di Orlando è stata scritta pensando una grande primadonna, come poteva esserlo appunto Anna Girò. Per l’ Annina del Prete Rosso, Vivaldi inventò bellissime arie, ora patetiche di melodia calda e distesa ora più brillanti di canto fortemente vocalizzato. Pensò poi a due scene di pazzia sorprendenti e moderne, dove alternò a recitativi secchi e accompagnati ariosi e arie senza “da capo”, per contrapporre al linguaggio degli usuali personaggi di un dramma per musica settecentesco, governato da forme e norme ben stabilite, il linguaggio totalmente alienato e libero da regole di un eroe che vive oltre le regole del comune sentire. Al di là del bene e del male.
