Venerdì 22 luglio 2022 è stata presentata la Stagione del Teatro dell’Opera di Roma.
Il cartellone ricco di nove opere, cinque balletti e quattro concerti si presenta come uno dei più belli (se non il più bello) nell’attuale panorama della lirica italiana. Lo è per la ricchezza e la varietà delle proposte, ma ancor più per le motivazioni che hanno determinato le scelta dei titoli, che vanno dal teatro settecentesco di Händel a quello contemporaneo di Robert Wilson e Arvo Pärt.

Esse riguardano la concezione del teatro che, come ha ben chiarito il Direttore Musicale “neo nominato” Michele Mariotti, non è un luogo dove si va per sognare ed evadere dalla realtà (come ha fatto intendere uno spettatore di recente al Festival di Aix-en-Provence che però il maestro ha prontamente sconfessato) ma un luogo dove si inscena la vita dell’uomo, con le sue bellezze e le sue miserie, con le sue problematicità e i relativi tentativi di soluzione, affinché ogni singolo spettatore dal palcoscenico tragga gli insegnamenti e i valori che possano cambiare ed elevare la vita reale e il mondo nel quale essa si consuma. Il teatro inteso nella sua massima funzione educativa e catartica quindi, come i titoli del cartellone romano ampiamente dimostrano.

Il direttore artistico Alessio Vlad ha poi aggiunto che ogni titolo del cartellone presenta sempre un motivo di interesse o uno stimolo in più che ne consigli la visione. Tutto confermato dal “nuovo” Sovrintendente Francesco Giambrone, insediato alla fine dell’anno scorso, che ha annunciato un incremento della presenza della danza in cartellone e l’avvio anche di una stagione concertistica, che quest’anno sarà di quattro titoli soltanto ma in futuro di maggior peso. Giambrone ha pure parlato di progettualità e di crescita annunciando la nomina di Ciro Visco come nuovo maestro del coro e le inaugurazioni dei prossimi anni, che saranno tutte dirette da Michele Mariotti e affidate a registi accreditati: Mefistofele di Boito nel 2023 a Simon Stone, Simon Boccanegra di Verdi nel 2024 a Richard Jones e Lohengrin di Wagner nel 2025 a Damiano Michieletto. Tutte le inaugurazioni sono fissate per il 27 novembre, il giorno in cui si alzò per la prima volta nel 1880 il sipario del Teatro Costanzi, come allora si chiamava l’Opera di Roma.

Il titolo inaugurale della Stagione Lirica del Teatro dell’Opera di Roma 2022/23 sarà dunque Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc (27/11 – 6/12). È un capolavoro del Novecento Musicale Europeo, che ebbe la sua prima assoluta in lingua italiana alla Scala il 26 gennaio 1957; è fortemente intessuto di spiritualità e ardore religioso e s’interroga sulla Grazia e sul significato del martirio. Direttore sarà Michele Mariotti e regista Emma Dante, Anna Caterina Antonacci interpreterà Madame De Crossy, la tormentata carmelitana che soffre il silenzio di Dio. Tornano così a riunirsi i tre artisti che a Bologna nel 2017 diedero vita a una splendida Voix humaine sempre di Poulenc. I panni della protagonista Blanche de La Force saranno indossati da Corinne Winters, che il pubblico romano ha avuto modo di apprezzare nelle passate stagioni in Madama Butterly e Kát’a Kabanová. Francesco Lanzillotta, affermato direttore d’orchestra al suo debutto all’Opera di Roma, sua città natale, salirà sul podio per L’Elisir d’amore di Donizetti (11-15/1/2023). Il soprano Aleksandra Kurzak e il tenore John Osborn interpreteranno la coppia d’innamorati legati dal “magico liquore”.
Con una nuova produzione di Aida di Giuseppe Verdi, Michele Mariotti tornerà nel Teatro della capitale dal 31 gennaio al 12 febbraio 2023 per riflettere sul tema – mai affrontato abbastanza – delle diversità e differenze razziali, religiose e politiche. La regia sarà di Davide Livermore. Gli interpreti principali saranno Krassimira Stoyanova (Aida), Fabio Sartori (Radamès), Ekaterina Semenchuk (Amneris), Vladimir Stoyanov (Amonasro) e Riccardo Zanellato (Ramfis).
Per ricordare Franco Zeffirelli nel centenario della nascita (Firenze, 12 febbraio 1923) sarà riproposto Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (12-19/3/2023) nell’allestimento realizzato per il Teatro dell’Opera nel 2009. Il direttore Daniel Oren, assai versato nel teatro musicale verista, farà rivivere il vero fatto di cronaca nera “ricreato” da Leoncavallo con la sua musica, insieme con i cantanti Nino Machaidze (che interpreterà Nedda), Brian Jadge (Canio), Amartuvshin Enkhbat (Tonio) e Vittorio Prato (Silvio).
La finestra sulla contemporaneità – come ha dichiarato il Sovrintendente Giambrone – sarà aperta alla Nuvola di Fuksas nel quartiere EUR di Roma con Adam’s Passion, ideato nel 2015 da Robert Wilson in collaborazione con il compositore Arvo Pärt. Lo spettacolo racconta la vita di Adamo dopo la cacciata dell’Eden nella concezione di un “teatro totale” che unisce insieme scena, musica, canto e danza. Sono previste due sole recite il 31 marzo e il 1° aprile 2023.


Per la terza volta nel corso della stagione Michele Mariotti salirà sul podio del Teatro dell’Opera per dirigere nella stessa serata Il tabarro di Giacomo Puccini e Il Castello del principe Barbablù di Béla Bartók (6-18/4/2023). La regia di ciascun atto unico sarà di Johannes Erath; nei ruoli principali dell’opera di Puccini canteranno Maria Agresta, Luca Salsi e Gregory Kunde mentre in quelli del titolo di Bartók si esibiranno Ekaterina Semenchuk e Mikhail Petrenko. Inizia così un progetto triennale voluto dal Direttore Musicale e dal Sovrintendente che adesso guarda Il tabarro, ma poi guarderà “Suor Angelica” e infine “Gianni Schicchi” da un’angolazione differente da quella usata solitamente per il “Trittico” di Giacomo Puccini. Ogni singolo titolo viene isolato per poi essere accostato ad altri “simili” atti unici del Novecento per esaltarne le caratteristiche musicali e drammaturgiche più salienti. Nasce così per questa stagione il dittico Il tabarro – Il castello del principe Barbablù come storie accomunate dai temi della violenza di genere e dell’incomunicabilità all’interno della coppia. Il prossimo anno sarà la volta di “Suor Angelica” e de “Il prigioniero” di Luigi Dallapiccola per riflettere sui deboli ed emarginati oppressi dal fanatismo religioso, per arrivare nella stagione 2023/24 a “Gianni Schicchi” accostato a “L’heure espagnole” di Maurice Ravel perché sono due “operine” buffe nelle quali si sorride ma in modo cinico e un po’ amaro sulle disgrazie della vita.
Continua anche il «progetto triennale Leoš Janáček» con Da una casa di morti (23-30/5/2023). Iniziato nella stagione attualmente in corso con Kát’a Kabanová, terminerà con Jenůfa nella stagione 2023/24. Questa seconda produzione è segnata da due debutti che si annunciano forieri di belle promesse: del direttore russo Dmitry Matvienko (vincitore della Malko Competition di Copenaghen) e del regista polacco Krzysztof Warlikowski (che ha vinto il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2021).
Trasmigrerà riveduta e riadattata, dal palcoscenico all’aperto delle Terme di Caracalla (dove fu allestita la prima volta nel 2015) al palcoscenico al chiuso del Teatro dell’Opera, Madama Butterly di Giacomo Puccini nella bella e inquietante regia di Àlex Ollé de “La fura dels Baus”. Nel corso delle otto recite previste dal 16 al 24 giugno 2023, nel ruolo della protagonista si alterneranno due soprani dalle voci di bel timbro e dal solido canto: Eleonora Buratto e Maria Teresa Leva. Roberto Abbado dirigerà Madama Butterfly e sarà per la prima volta.
L’opera conclusiva della Stagione Lirica 2022/23 del Teatro dell’Opera sarà Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel (13-21/10/2023). Approderà a Roma lo spettacolo che porta la firma di Damiano Michieletto per la regista insieme con quella di Paolo Fantin per le scene e che è andato in scena al Théâtre des Champs-Elysées Parigi nel maggio scorso, scatenando entusiastici consensi ma pure sonore stroncature. Le parti maschili principali saranno interpretate dai tre controtenori che oggi vanno per la maggiore: Giulio Cesare da Raffaele Pe, Tolomeo da Carlo Vistoli e Sesto Pompeo da Aryeh Nussbaum Cohen. Al soprano Danielle de Niese e al contralto Sara Mingardo saranno riservate gli unici ruoli femminili dell’opera: Cleopatra e Cornelia. La direzione d’orchestra sarà affidata a Gianluca Capuano, uno specialista del repertorio barocco.


La mini stagione concertistica prevista a completamento e a integrazione dei titoli operistici in cartellone si aprirà il 15 febbraio 2023 con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi diretta da Michele Mariotti con l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera e con i solisti Elena Stikina, Yulia Matochkina, Stefan Pop e Giorgi Manoshvili.
Il 20 aprile 2023 ancora Michele Mariotti con i Complessi del Teatro e con Glauco Mauri in qualità di voce recitante affronterà il poema drammatico in tre parti Manfred di Robert Schumann.
Come è consuetudine nei teatri tedeschi anche a Roma verrà eseguito il 6 ottobre 2023 in forma di concerto il primo atto dell’opera Die Walküre di Richard Wagner. Omer Meir Wellber dirigerà sempre con l’Orchestra dell’Opera di Roma il soprano Angela Meade (che interpreterà Siglinde) il tenore Stanislas De Barbeyrac (Siegmund) e il basso Brindley Sherrat (Hunding).
Durante l’andata in scena del Giulio Cesare i tre controtenori che vi si esibiranno: Raffaele Pe, Carlo Vistoli e Aryeh Nussbaum Cohen daranno vita a un concerto che intende riproporre le sfide canore tra i grandi cantori castrati del Settecento in puro stile belcantistico. Guidati dal maestro Gianluca Capuano i tre artisti canteranno arie di Händel, Vivaldi, Porpora e Gluck.

«La nuova stagione di balletto del Teatro dell’Opera di Roma – come dichiarato dal sovrintendente Francesco Giambrone in conferenza stampa – prosegue in continuità con gli ultimi anni, potenziando il lavoro di valorizzazione della cultura ballettistica portato avanti dalla direttrice del corpo di ballo Eleonora Abbagnato».
Dal 18 al 31 dicembre 2022 andrà in scena Don Chisciotte di Ludwig Mingus con la coreografia di Laurent Hilaire, che aveva inaugurato la Stagione 2017/18.
L’impegnativo balletto La Bayadère di Ludwig Mingus sarà proposto dal 24 febbraio al 2 marzo 2023 con protagoniste le etoiles Olga Smirnova e Jacopo Tissi.
Il più antico balletto pervenuto ai nostri nostri giorni è La Fille mal gardée di Ferdinand Herold. All’Opera di Roma con le musiche riadattate da John Lanchbery si vedrà nella virtuosistica e gioiosa coreografia di Frederick Ashton dal 2 al 9 maggio 2023.
Le serate dedicate ai contemporanei coreografi Christopher Wheeldon, Goyo Montero e Krzysztof Pastor saranno sei, dal 19 al 24 settembre 2023. Le musiche registrate (così vogliono gli attuali coreografi) saranno di Bosso-Vivaldi, Bach e Ravel.
La stagione di balletto si concluderà con una nuova versione di Rossini Card ideata dal coreografo Mauro Mazzetti nel 2004. Sei recite in cartellone dal 28 ottobre al 4 novembre 2023.
Buona Visione!
